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Interrogatorio di un minore: diritti parentali e questioni legali da conoscere

L'articolo L. 413-9 del Codice della giustizia penale minorile (CJPM)…

Parent accompagnant son adolescent lors d'un interrogatoire de police dans une salle d'audition institutionnelle
5 min di lettura

L’articolo L. 413-9 del Codice della giustizia penale dei minori (CJPM) stabilisce un principio che la pratica penale non può eludere: l’avvocato è obbligatorio fin dall’inizio della custodia cautelare di un minore, senza possibilità per quest’ultimo di rinunciarvi. Tutta la meccanica procedurale che circonda l’interrogatorio di un minore deriva da questa esigenza, rafforzata dall’entrata in vigore del CJPM nel 2021.

Custodia cautelare di un minore: il blocco procedurale dell’assistenza legale

Il minore posto in custodia cautelare non ha la possibilità di rifiutare l’assistenza di un avvocato. Se i suoi rappresentanti legali non ne designano uno, il presidente dell’ordine degli avvocati è incaricato di nominarne uno d’ufficio. Questa obbligazione non ammette eccezioni, anche quando il minore è ascoltato per fatti minori.

L’avvocato designato deve poter assistere a tutte le audizioni e ai confronti. Il suo ruolo non si limita a una presenza passiva: verifica le condizioni materiali della misura, si assicura del rispetto dei termini e può formulare osservazioni scritte da inserire nel fascicolo.

Le analisi pubblicate su sito Petites Graines ricordano che questa architettura procedurale mira a compensare la vulnerabilità strutturale del minore di fronte agli investigatori, vulnerabilità che la sola presenza parentale non basta a coprire.

Avvocato specializzato consulente di dossier legali riguardanti i diritti dei minori in custodia cautelare

Diritti parentali durante l’interrogatorio di un minore: presenza e limiti

Osserviamo regolarmente una confusione tra il diritto dei genitori di essere informati e il loro diritto di assistere fisicamente all’audizione. I due non si sovrappongono.

Informazione obbligatoria dei rappresentanti legali

Fin dal collocamento in custodia cautelare, gli investigatori devono informare i rappresentanti legali. Questa obbligazione riguarda la natura della misura, i fatti contestati e i diritti del minore. I genitori possono anche designare l’avvocato che assisterà il loro bambino.

Presenza all’audizione: un diritto condizionale

Gli investigatori possono escludere i genitori dalla sala di audizione. La loro presenza non è un diritto assoluto durante l’interrogatorio stesso. In pratica, diversi motivi giustificano questa esclusione:

  • Un rischio di pressione, diretta o indiretta, sulle dichiarazioni del minore, in particolare quando un genitore è coinvolto nei fatti o nell’ambiente dell’infrazione.
  • La necessità di preservare la sincerità delle dichiarazioni, principio guida dell’indagine penale che prevale sul comfort parentale.
  • L’impossibilità materiale di contattare i rappresentanti legali entro un termine ragionevole, senza che ciò ostacoli lo svolgimento della misura.

Il ricorso all’adulto appropriato

L’articolo L. 311-2 del CJPM prevede un meccanismo spesso poco conosciuto. Il minore può richiedere che un altro adulto, detto “adulto appropriato”, riceva le informazioni e lo accompagni al posto dei rappresentanti legali. Questo dispositivo si attiva in tre ipotesi: informare i genitori sarebbe contrario all’interesse superiore del minore, impossibile nonostante ricerche ragionevoli, o suscettibile di compromettere gravemente la procedura.

L’adulto appropriato sostituisce i genitori nella loro funzione di accompagnamento, non nella loro autorità parentale. Non prende alcuna decisione giuridica per il minore.

Audizione civile e interrogatorio penale: due regimi da non confondere

L’audizione del minore davanti al giudice delle famiglie (articolo 388-1 del Codice civile) rientra in una logica radicalmente diversa dall’interrogatorio in custodia cautelare. Confondere i due regimi porta a errori di strategia procedurale.

In materia civile, il minore capace di discernimento ha un diritto di essere ascoltato dal giudice sulle decisioni che lo riguardano (residenza, diritto di visita, autorità parentale). Questo diritto è personale: appartiene al bambino, non ai genitori. Il giudice non può rifiutare l’audizione richiesta dal minore stesso, salvo motivare specificamente la sua decisione.

In materia penale, il minore non è ascoltato su sua richiesta ma perché è sospettato o coinvolto. Il quadro procedurale è più vincolante, le garanzie più numerose e il ruolo dell’avvocato più attivo.

Adolescente solo in una sala d'attesa di commissariato che illustra le questioni giuridiche dell'audizione di minori

Discernimento del minore: un criterio a geometria variabile

Il discernimento è il fulcro dei due regimi. In materia civile, condiziona il diritto del minore di essere ascoltato. In materia penale, condiziona la possibilità stessa di ritenere la sua responsabilità.

Nessuna soglia di età definisce il discernimento nel Codice civile. Il giudice valuta caso per caso la capacità del minore di comprendere la situazione e di formulare un’opinione. La maturità del minore si valuta concretamente, non facendo riferimento a un’età minima.

Raccomandiamo ai professionisti di documentare la maturità del minore attraverso elementi oggettivi (pagelle scolastiche, rapporti educativi, scambi con il minore) piuttosto che basarsi esclusivamente sul criterio dell’età, che le giurisdizioni considerano insufficiente.

Strategia procedurale: cosa i genitori devono anticipare

Quando un minore viene arrestato, la reazione dei genitori nelle prime ore condiziona il proseguimento della procedura. Designare rapidamente un avvocato penalista specializzato in diritto dei minori evita il ricorso alla nomina d’ufficio, dove il professionista designato non ha sempre una specifica esperienza.

I genitori devono anche comprendere che il loro ruolo durante la custodia cautelare è un ruolo di sostegno, non di direzione. Qualsiasi tentativo di influenzare le dichiarazioni del minore, anche ben intenzionato, può essere utilizzato contro di lui.

In materia civile, la preparazione dell’audizione del minore con un avvocato dedicato (diverso da quello dei genitori) garantisce che la sua parola non sarà percepita come il riflesso di un discorso parentale. I giudici delle famiglie sono formati per rilevare le dichiarazioni “sussurrate”, e una parola percepita come strumentalizzata perde ogni forza probante.

La distinzione tra accompagnamento e influenza rimane la linea sottile su cui si gioca la credibilità del minore, sia davanti a un ufficiale di polizia giudiziaria che davanti a un giudice civile.

Interrogatorio di un minore: diritti parentali e questioni legali da conoscere